In velocità questo strano tre ruote dà una bella sensazione di sicurezza, non ondeggia e frena bene. Mentre in curva mantiene la traiettoria impostata con coerenza, ma occorre abituarsi al comando dello sterzo incredibilmente diretto, altrimenti la velocità con cui si raddrizza all'inizio può disorientare. Nessun problema poi con le buche né con le manovra (il raggio di sterzata è di 9,5 metri), ma bisogna fare i conti con uno sterzo piuttosto duretto.
In realtà qualsiasi paragone con una normale auto o con una moto lascia il tempo che trova perché il Carver è davvero qualcosa di mai visto. "Sono in Italia da due giorni - ci spiega l'olandese Riko Kruit, sales director Carver - e grazie al nostro tre ruote ho imparato subito tre parole: 'che cavolo è?".
Effettivamente il primo impatto con questo veicolo è scioccante: un po' per la scocca che sembra quella di un piccolo Jet, un po' per le sue incredibili pieghe. Ma chi comprerà un Carver?
"Non esiste un cliente tipo - ci spiega Giuseppe Cesura, presidente della Carver Italia - così come non esiste un'auto o una moto concorrente. In tutti i casi contiamo di vendere nel 2007 50 veicoli, ma se ne potrebbero fare anche molto di più. Siamo solo all'inizio della nostra avventura - continua Cesura - perché già nel 2008 arriverà un Carver ibrido, mentre per il 2010 è attesa una versione tre posti. Non per niente il politecnico di Torino ci ha chiesto un Carver: stanno studiano i nuovi sistemi di trasporto e vogliono vedere come funziona questa idea olandese".
Per ora il Carver si compra on line, entrando in diretto contatto con l'importatore che ha sede a Cremona: per sua ammissione sarà possibile accudire i clienti uno per uno, riuscendo perfino a mostrargli in tempo reale lo stato di avanzamento della produzione con una serie di web cam montate nella fabbrica tedesca. E a garantire un'assistenza personalizzata a seconda delle esigenze. Proprio come avviene per le macchine da corsa.