La Kawasaki ZX-RR, è la moto di punta della Kawasaki, poiché sintetizza tutta la tecnologia della casa, in quanto impiegata nel motomondiale in classe MotoGp.
Questo modello oltre a rappresentare il massimo delle potenzialità della casa, è anche il simbolo della sfida Kawasaki del nuovo millennio.
Era infatti dal 1982 che la squadra verde e nera, non prendeva parte alla massima categoria motociclistica e la ZX-RR segnò il rientro della Kawasaki in questo genere di gare, e ciò avvenne a 20 anni esatti dall'ultima esperienza.
Infatti la ZX-RR, nota anche come Ninja ZX-RR, (nome tipico delle supersportive Kawasaki stradali), ha esordito in MotoGp nel 2002, in cocomitanza col nuovo regolamento. Questo da spazio ai motori di grossa cilindrata a quattro tempi, bandendo quella che fino ad allora era la classe 500, che permetteva di utilizzare solo moto spinte da un motore di massimo 500cc, senza fare distinzione del tipo di motore. In questo modo, con una cilindrata massima di 990cc (800cc dal 2007), e un ciclo di combustione a quattro tempi, si avvicina di più il mondo delle corse, a quello delle moto supersportive stradali.
Essendo la Kawasaki da anni, uno dei leader del settore delle supersportive, intravide la possibilità di rafforzare la sua posizione nel segmento, iniziando ad utilizzare tecnologie similari nelle competizioni più esasperate, prendendo parte al MotoGp, realizzando la ZX-RR.
Al pari di tutte le sue simili, la ZX-RR presenta specifiche tecniche di assoluto rilievo, quali ad esempio l'impiego di materiali ultraleggeri, per ridurne il più possibile il peso, oppure l'applicazione sulla moto, di tecnologie derivata dalle gare di Formula 1, le quali hanno contribuito a migliorare le doti del suo motore e dell'impianto frenante.
Un po come tutte le MotoGp, (e le vecchie 500), non viene pesantemente modificata di anno in anno, ma evoluta secondo microsviluppi, che consentono di incrementarne le prestazioni. Nel motociclismo infatti, a differenza delle corse automobilistiche e in particolar modo della Formula 1, l'implementazione delle performance viene raggiunta soprattutto, con una profonda conoscenza del mezzo, e dunque una messa a punto sempre migliore, senza quasi mai stravolgere il progetto iniziale, ma perfezionandolo.
Per quello che riguarda il telaio della ZX-RR, i tecnici hanno pensato di utilizzare la soluzione attualmente più semplice da realizzare, ossia quella della doppia trave d'alluminio, che consente un peso molto contenuto, per via dell'utilizzo della lega leggera, ma contemporaneamente valori di rigidità torsionale e flessionale tali, da consentire di sfruttare al meglio il motore, e le doti dinamiche della moto, tra l'altro, la Kawasaki fu la prima ad introdurre questa tecnologia (tipicamente corsaiola), sulle moto di serie, ossia nel 1995 con la prima serie della Ninja ZX6-R.
Anche le sospensioni seguono criteri tecnologici molto all'avanguardia, con regolazioni idrauliche molto complesse e controlli elettronici avanzati, con la struttura base di una forcella telescopica a steli rovesciati, e un forcellone a doppio braccio.
Sotto il profilo aerodinamico, risulta abbastanza compatta, con linee semplici e filanti, che sulla carta dovrebbero garantire un'ottima penetrazione aerodinamica, soprattutto se vista di profilo, la moto risulta essere molto raccolta. Si è cercato infatti di trovare un compromesso ideale, per realizzare un passo sufficientemente corto, da rendere il mezzo agile nei tratti di pista pieni di curve, ma al tempo stesso non troppo corta da avere reazioni eccessivamente repentine e che portino ad un'usura eccessiva degli pneumatici. La coda è molto alta e rastremata, il cui andamento cuneiforme, dovrebbe assicurare una buona stabilità sui rettilinei, alle velocità più elevate, la carena è realizzata totalmente in fibra di carbonio, così da essere particolarmente leggera, tuttavia anche se realizzato con il pregiato materiale non ha una elevata resistenza, poiché l'unico scopo è quello di deviare i flussi d'aria nel modo più corretto possibile, contenendo al minimo gli attriti.
Il motore quattro tempi, è un quattro cilindri in linea del tipo frontemarcia, scelta deriva dall'esperienza accumulata sulle moto supersportive stradali e sulle moto superbike ed attualmente la Kawasaki è l'unica assieme alla Yamaha, tra i team di MotoGp, ad usare un motore di questo tipo.
La potenza sviluppata dallo stesso è apprezzabile e viene considerato uno dei migliori motori ad ora in uso in MotoGp, nonostante il complesso formato col telaio e le sospensioni, non abbia finora portato a risultati di un certo rilievo. Grazie ad una raffinata gestione elettronica, era capace nella versione da 990cc del 2006, di erogare una potenza superiore ai 240 cavalli, anche se non è mai stato reso noto il regime di rotazione.
Dal 2007, col cambio regolamentare, tutte le case hanno dovuto rimpicciolire i propri motori, portandoli da 990 a 800cc. Quello della Kawasaki, ha ora una cilindrata totale di 798cc, e supera i 200 cavalli di potenza massima e anche in questo caso non è stato dichiarato il regime di rotazione a cui vengono sviluppati, ma alla luce del fatto che alla distribuzione a 16 valvole è comandata da un bilabero in testa ed è stato abbinato il richiamo pneumatico delle valvole, il regime dovrebbe essere cresciuto parecchio esattamente come per le altre marche, inoltre è l'unica ad utilizzare la disposizione dei scoppi Screamer.